La ricerca scientifica ci offre ogni giorno diversi spunti interessanti. Mai come in questi ultimi anni però, risultano difficili da divulgare, pur essendo molto utili. Un tema che finalmente inizia a essere esplorato, è il ruolo che ha la musica sulla psiche umana. Tutti noi intuiamo che una canzone, abbia la capacità di alterare l’umore e lo stato d’animo, ma non sappiamo nulla, sulla sua presunta capacità, di aiutare le persone che lavorano nei reparti di ricerca e sviluppo in primis, a generare nuove idee vincenti.

Può la musica in ufficio essere uno dei fattori chiave per generare il pensiero creativo?

Un tema che finalmente inizia a essere esplorato, è il ruolo che ha la musica sulla psiche umana

Le aziende competono sul mercato lanciando nuovi prodotti e servizi. Gran parte del successo deriva dalla capacità di controllare, per quanto possibile, il processo creativo. Si parla spesso di creatività divergente o pensiero divergente, per indicare l’attitudine di trovare soluzioni inaspettate rispetto a un bisogno.

Un’impresa che opera in campo tecnologico, scientifico, nel mondo del design o della cultura in generale, ha nella creatività divergente, la sua più importante competenza.
Se facciamo un passo indietro di parecchi secoli, per arrivare fino al Medioevo, sappiamo che i contemporanei credevano che il processo creativo provenisse dall’ispirazione divina. Nel Rinascimento finalmente, si è potuto affermare, che il pensiero creativo appartiene all’essere umano, anche se di natura superiore, “il genio”.
Oggi la ricerca è stata in grado di accertare, che non è necessario essere divini oppure dei geni, per avere un’idea creativa e divergente, non si tratta di un talento innato, ma di un processo innovativo che può essere facilitato.

Differenza tra pensiero divergente e convergente

Per mezzo delle ricerche scientifiche, forse un giorno si potrà integrare, nella vita lavorativa quotidiana, uno strumento innovativo per facilitare la cognizione creativa, in modo che possa generare maggiore efficienza e risultati economici.

La musica si può integrare nella vita lavorativa quotidiana, quale strumento innovativo per facilitare la cognizione creativa

Prima di proseguire, e arrivare al punto che ci interessa, vale la pena puntualizzare un concetto interessante e importante in merito alla creatività. Quest’ultima comporta che ci sia pensiero sia divergente sia convergente, contemporaneamente.

La divergenza di pensiero si ha, come detto, quando si trovano risposte multiple a un problema, creando combinazioni inattese. Il pensiero convergente è una capacità aggiuntiva della cognizione creativa che equivale al processo di selezione della migliore risposta possibile.

La musica è una seria candidata da integrare nella vita lavorativa quotidiana, quale strumento innovativo per facilitare la cognizione creativa

La musica in ufficio aumenta la creatività

Nel 2017 l’Università Radboud di Nimega in Olanda, ha condotto un interessante esperimento sull’effetto della musica, sul processo di creatività. Sono state selezionate 155 persone (per lo più giovani donne in età universitaria), alle quali è stato proposto di svolgere alcuni compiti, ascoltando la musica classica.

I soggetti sono stati esposti alle note musicali, 15 secondi prima del test e durante la sua esecuzione. La successione dei test ha potuto misurare anche il tipo di eccitazione derivante dal genere di musica (calma, felice, triste, ansiosa e per controllo il silenzio).

L’ascolto della musica “felice” (classica che ha indotto un umore positivo ed eccitazione), ha migliorato il pensiero divergente, ma non quello convergente. Questo studio, è illuminante sulla capacità della musica, di portare il nostro cervello, in un’area esplorativa più slegata dai vincoli consueti cui siamo sottoposti, durante l’attività lavorativa.

Ciò che colpisce, è il collegamento tra stato d’animo generato dalla musica e la predisposizione a trovare soluzioni “fantasiose”. Tale effetto si riscontra per un particolare genere musicale e non per tutti, tanto meno per il silenzio.

Va detto che non ci sono molte ricerche che riguardano questo argomento, alcune suggeriscono di ascoltare musica strumentale e non cantata, a causa del potenziale distraente che comporta la voce umana.

E’ sicuramente un passo in avanti valido per determinare uno space office in grado di offrire performance mirate.

Ciò che colpisce, è il collegamento tra stato d’animo generato dalla musica e la predisposizione a trovare soluzioni “fantasiose”

I lavori ripetitivi traggono vantaggio dalla musica?

Altri studi si sono concentrati di più sull’effetto della musica nei lavori ripetitivi. Uno di questi studi ha dimostrato che c’è una correlazione tra musica e efficienza produttiva. L’esperimento in questione ha riguardato la catena di montaggio nell’industria.

Per contro un ambiente rumoroso finisce per danneggiare la produttività aziendale, lo stesso effetto può presentarsi in un ambiente silenzioso. La musica offre la via di fuga in entrambe le situazioni.

La musica parlata, in questo genere di lavori, offre un aiuto nel senso che distrae dalla monotonia dell’incarico. Esiste anche un esperimento del 1994, nel quale si è testata la concentrazione e l’efficienza dei chirurghi durante il loro delicato lavoro. I risultati anche in questo caso sono stati confortanti.

Conclusioni

Il potenziale che ha la musica, sembra suggerire che per raggiungere alti livelli di efficienza, sia necessario includerla nella stessa idea di ambiente di lavoro. Il design di uno space office non è l’unica variabile che asseconda la creatività o la concentrazione, oggi il singolo lavoratore provvede da solo a questo bisogno, domani potrebbe riguardare il concetto stesso di lavoro.

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