Le parole chiave che ricorrono quando si parla di riprogettare lo Space Office sono: produttività, salute, sicurezza, layout e così via. Negli ultimi anni il design destinato agli edifici per uffici ha dato l’impressione di tendere alla confusione, ciò è dovuto alla natura mutevole che ha assunto il lavoro.

La flessibilità, la distribuzione territoriale delle risorse umane, l’incontro di diverse culture e la coesistenza tra generazioni di lavoratori differenti, hanno modificato per sempre l’ambiente di lavoro.

la natura mutevole che ha assunto il lavoro

Per trovare nuove e più adeguate soluzioni, il terreno è divenuto molto fertile per gli psicologi che, insieme agli architetti, stanno profondendo il massimo sforzo al fine di supportare al meglio i lavoratori che utilizzano il workplace.

Tra le tante teorie che la psicologia ambientale ha messo a disposizione di chi si occupa di Space Office, ce n’è una che mi ha colpito in maniera particolare, per la sua forza e la possibilità di essere applicata nel quotidiano, si tratta della ART, Teoria del Restauro dell’Attenzione (Attention Restoration Theory).

Ho deciso di interessarmi al tema dell’attenzione a causa di una frase che tempo fa ho sentito in un ufficio che frequentavo: “vado a casa così mi concentro meglio”. E’ curioso che un ufficio non permetta a chi deve lavorare di rimanere concentrato, è un assurdo se ci si riflette un attimo.

la teoria del restauro dell’attenzione applicata allo space office

Le implicazioni della ART nel design per uffici

A chi non capita l’esperienza di soffermarsi un minuto a contemplare la natura, un tramonto oppure l’alba sono manifestazioni così spettacolari. Spesso è sufficiente uno sguardo fuori dalla finestra per avvertire un momento di serenità. E’ una bellissima distrazione che influisce positivamente sul nostro stato d’animo.

Per gli studiosi questo effetto, comune a tutti gli esseri umani, non è passato inosservato. La natura sembra avere il potere di farci superare il momento di affaticamento mentale e ripristinare la capacità di focalizzare in maniera più efficiente.

In contrapposizione al momento di contemplazione della natura c’è il paesaggio tipicamente urbano che si comporta in maniera diametralmente opposta. La tipica visione di affollamento urbano drena l’energia e porta verso lo stress.

la natura ripristina la capacità di focalizzare in maniera più efficiente

Siamo d’accordo che queste valutazioni fanno parte del buon senso e chiunque se ne può rendere conto. Le cose si fanno più interessanti quando diventano oggetto di studio, analisi ed infine vengono teorizzate.

Stephen e Rachel Kaplan verso il finire degli anni ’80 hanno reso celebre l’Attention Restoration Theory suggerendo un ruolo attivo ed efficace della natura sulla capacità di focalizzazione.

L’attenzione in qualche modo si ripristina dopo un periodo di contemplazione della natura.

Si possono usare queste intuizioni per modificare lo spazio ufficio? 

In realtà abbiamo già visto in questo articolo dedicato al design biofilo che questa pratica si basa su solide fondamenta. Ciò che mi preme ora è capire come funziona il meccanismo dell’attenzione.

Attention Restoration Theory suggerisce un ruolo attivo ed efficace della natura sulla capacità di focalizzazione

la contemplazione della natura ripristina l’attenzione

<h2″>ART – gli stati di attenzione di una persona?

La mente può trovarsi in 4 fasi dell’attenzione differenti che vengono così suddivise:
•    Attenzione diretta
•    Affaticamento dell’attenzione diretta
•    Attenzione senza sforzo
•    Attenzione restaurata

Il primo stato dell’attenzione consiste nello sforzo mentale di allontanare emozioni dispersive e poco utili, nonché tutto ciò che ci distrae. La mente si impegna nel compensare le distrazioni e lascia fluire altri pensieri, non attinenti al compito in svolgimento.

In un libro che tratta del lavoro di ufficio (Peopleware) De Marco e Lister descrivono il momento dell’attenzione come un flusso. Questo si raggiunge dopo circa 15 minuti di concentrazione, ma si distrugge con una banale interruzione sonora, visiva ecc.. Dopo ogni distrazione ci vogliono altri 15 minuti per ritrovare il momento di flusso.

Successivamente ad un periodo di attenzione diretta, sopraggiunge l’affaticamento con conseguente perdita della capacità di focus. Segni evidenti sono l’irritabilità ed il bisogno di cercare distrazioni.

La capacità di concentrazione torna debolmente permettendoci di riprendere l’attenzione senza impegnarci più di tanto. La mente è alla ricerca di relax e diminuisce il rumore interno.

Ripristinare l’attenzione è possibile dopo un periodo di pausa attiva. Ci si dedica ad un altro compito appagante, oppure ci si immerge nella natura.

L’ipotesi alla base della teoria ART è che l’essere umano è generalmente entusiasta di entrare in contatto con la natura e con la sua biodiversità.

Per restaurare l’attenzione occorrono 4 condizioni:
•    Essere lontano: significa separarsi dalle preoccupazioni e dai pensieri consueti, lo si può fare per distacco fisico oppure mentale.
•    Il fascino forte o morbido: il coinvolgimento dei sensi può derivare dall’essere immersi in un’attività particolarmente impulsiva (si tratta dell’intrattenimento altamente coinvolgente), oppure l’attenzione non ha la necessità di focalizzare qualcosa in particolare.
•    Familiarità: l’ambiente deve offrire uno scenario nel quale ci si trova a proprio agio e deve essere di qualità per poter essere restauratore.
•    Compatibilità: consiste nel trovarsi in un ambiente ideale per mancanza di stress di qualsiasi genere.

gli stati di attenzione di una persona

Le prove della ART possono modificare lo Space Office

Dalla teoria ai fatti si è giunti per gradi. Diversi ricercatori hanno voluto misurare la ART per trovare le risposte al fenomeno dello stress e dell’affaticamento mentale.

Nel 1991 Hartig, Mang ed Evans hanno condotto un esperimento in cui si valutava il livello di attenzione di 2 gruppi di persone (più uno di controllo), in cui il primo è stato messo a contatto con la natura, mentre l’altro con l’ambiente urbano.

immergersi nella natura per ripristinare l’attenzione

La natura sembra avere il potere di farci superare il momento di affaticamento mentale e ripristinare la capacità di focalizzare in maniera più efficiente

I test di misurazione sono stati fatti prima e dopo l’esposizione ai diversi ambienti esterni. Il risultato ha avvalorato la teoria ART come capace di stimolare la restaurazione dell’attenzione.
In seguito altri hanno proseguito con test dello stesso tipo utilizzando fotografie o semplicemente indagando sui livelli di attenzione di chi godeva di una vista sul verde e chi no.

Gli ambienti naturali sono riparatori dello stress e dell’affaticamento mentale in generale. Gli esseri umani presentano una predisposizione non imparziale a prestare positivamente attenzione a ciò che richiama la natura.

Elementi come l’acqua, le piante, il colore verde, i materiali naturali devono far parte del moderno Space Office, poiché sono un ricostituente per ripristinare il livello ottimale di attenzione.
Possiamo non tenere conto di queste intuizioni?

Probabilmente no, l’essere umano è fisiologicamente e psicologicamente agganciato al contesto della natura e cerca in ogni modo di linkarsi ad esso.

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